Documento congiunto al Governo e all’Europa: «È indispensabile superare interventi frammentati e costruire una strategia energetica e industriale capace di garantire costi sostenibili, investimenti e occupazione. Roma, 22 ottobre 2026 – L’industria cartaria italiana è sotto crescente pressione a causa dell’impennata dei costi energetici e della concorrenza extra europea non soggetta agli vincoli ambientali UE, come l’ETS, che ne compromettono la competitività. Per questo Assocarta e le organizzazioni sindacali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILFPC e UGL Chimici lanciano un appello congiunto al Governo e alle istituzioni europee, chiedendo interventi urgenti e strutturali per difendere la competitività del settore, la continuità produttiva e l’occupazione. “L’aumento incontrollato del costo del gas e delle materie prime rischiano di compromettere seriamente la competitività del settore cartario del nostro Paese che si è sempre distinto per capacità di innovazione, per politiche industriali, per l’occupazione, per l’impulso dato all’economia circolare. È necessario intervenire prima che questo avvenga e segni una crisi irreversibile – dichiarano Riccardo Saccone e Giulia Guida, rispettivamente segretario generale e segretaria nazionale di Slc Cgil – Sollecitiamo il governo a mettere in campo politiche industriali adeguate e interventi concreti immediati a sostegno del comparto, delle aziende e dell’occupazione e politiche energetiche appropriate anche per mettere al riparo il settore dall’agguerrita concorrenza degli altri Paesi europei”. Nel 2026 il prezzo del gas è passato da circa 35 euro/MWh a febbraio a circa 80 euro/MWh a settembre, con un aumento del 124%. Una dinamica che potrebbe far salire la bolletta annuale del gas del comparto da 800 milioni a 1,3 miliardi di euro, portando il peso dell’energia sul fatturato fino al 20% o oltre. A peggiorare il quadro è la crescita delle importazioni asiatiche di carta e cartone, comprese le carte tissue, superiore al 31% nella prima metà dell’anno. «Difendere l’industria cartaria italiana significa tutelare lavoro, competitività e futuro della filiera. Servono interventi immediati del Governo e dell’UE sul costo dell’energia per garantire la continuità produttiva e salvaguardare l’occupazione. La transizione energetica deve essere sostenibile anche economicamente e socialmente, senza penalizzare imprese e lavoratori» afferma Enzo Valente – Segretario Nazionale UGL Chimici Carta e Stampa. Le conseguenze sono già visibili sul fronte produttivo e occupazionale: per il 2026 si stima un aumento delle ore autorizzate di cassa integrazione fino a 7 milioni, per un costo di circa 58 milioni di euro a carico dell’INPS. Il rischio è che le difficoltà attuali si traducano in nuove fermate degli impianti, ristrutturazioni e perdita di posti di lavoro, con ricadute sull’intera filiera. Il comparto rappresenta un pilastro dell’economia nazionale: circa 8 milioni di tonnellate di produzione annua, quasi 8 miliardi di euro di fatturato e 18.700 addetti in 151 cartiere. Una filiera che, includendo trasformazione, grafica e tecnologie collegate, supera i 26 miliardi di euro di valore e coinvolge circa 162.000 lavoratori. «Interventi mirati a sostegno dell’industria cartaria italiana sono, a nostro avviso, doverosi, considerando che si tratta di un settore che ha sempre saputo coniugare la difesa dell’occupazione con la sostenibilità ambientale», dichiara Paolo Gallo, Segretario Nazionale della FISTEL CISL. «L’economia circolare non deve essere soltanto uno slogan, ma una politica da attuare con continuità e concretezza», aggiunge Alessandro Faraoni, Segretario Generale della FISTEL CISL. La posta in gioco riguarda anche la transizione ambientale: con un tasso di riciclo di carta e cartone del 66,3% nel 2025 e un riciclo dell’acqua del 99%, il settore è un protagonista dell’economia circolare italiana. Senza condizioni competitive adeguate, rischiano di essere compromessi gli investimenti ambientali e i risultati raggiunti in termini di sostenibilità.
“La crisi del settore cartario italiano rappresenta un’emergenza industriale che non riguarda soltanto il costo dell’energia, ma anche la salvaguardia della capacità produttiva, dell’occupazione e delle competenze professionali del Paese. È necessario intervenire con urgenza per ripristinare condizioni di competitività, evitando che le difficoltà del mercato si traducano in riduzioni produttive, ricorso strutturale agli ammortizzatori sociali e perdita di posti di lavoro. Le misure di sostegno pubblico devono essere accompagnate da impegni concreti delle imprese a tutela della continuità produttiva, dell’occupazione e degli investimenti” afferma Salvatore Ugliarolo Segretario Generale UILFPC
“Occorre superare la logica degli interventi emergenziali attraverso una strategia industriale di medio-lungo periodo che coniughi competitività, innovazione, transizione ambientale e qualità del lavoro. In questo percorso, il confronto tra Assocarta e organizzazioni sindacali di UILFPC SLC FISTEL deve diventare continuativo e concreto, attraverso il monitoraggio delle prospettive produttive e occupazionali e la ricerca di soluzioni condivise. L’obiettivo comune deve essere trasformare l’emergenza in un impegno concreto per il futuro del settore, responsabilizzando istituzioni e imprese affinché la salvaguardia dell’industria cartaria si traduca in investimenti, stabilità occupazionale e sviluppo sostenibile” conclude afferma Salvatore Ugliarolo.
“Senza interventi urgenti sul costo dell’energia e sulle politiche ETS, rischiamo di compromettere il futuro di migliaia di lavoratori e i risultati straordinari raggiunti nell’economia circolare. Il sostegno all’industria cartaria non è un privilegio, ma un atto doveroso per proteggere la nostra manifattura e la sostenibilità del Paese” dichiara Roberto Retrosi Segreteria Nazionale UILFPC. Assocarta e sindacati chiedono misure immediate per ridurre il costo del gas, dare piena attuazione alle disposizioni del DL Bollette e garantire forniture competitive alle imprese energivore. Sul fronte europeo, sollecitano una revisione dell’approccio al sistema ETS, la tutela delle allocazioni gratuite per i settori esposti alla concorrenza internazionale e il pieno reinvestimento dei proventi delle aste in progetti di decarbonizzazione industriale. A livello nazionale, chiedono inoltre l’attivazione tempestiva delle compensazioni per i costi indiretti ETS. «Competitività industriale, tutela del lavoro e transizione ambientale devono procedere insieme», sottolineano le parti, chiedendo l’apertura di un confronto urgente con il Governo. «È indispensabile superare interventi frammentati e costruire una strategia energetica e industriale capace di garantire costi sostenibili, investimenti e occupazione. Difendere la filiera della carta significa tutelare un patrimonio produttivo strategico, l’economia circolare e il futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori».

