Basta con la solita commedia. Ogni volta che la Fistel CISL solleva problemi reali, la
risposta è sempre lo stesso disco rotto: “allarmismo”. Chiamare allarmismo la denuncia di criticità oggettive non è informazione, è rimozione consapevole della realtà.
È il riflesso di chi, non avendo risposte, preferisce attaccare chi fa le domande.
La scienza e il sindacato serio non sono uffici stampa al servizio del consenso; servono a
descrivere i fatti, soprattutto quando sono scomodi. La paura non la usiamo noi: la crea chi compie scelte opache e prende decisioni sopra la testa dei lavoratori. Non siamo qui per “prendere appunti” e obbedire in silenzio. Il silenzio lo rompiamo, perché è l’unico modo per difendere i diritti calpestati e nascosti sotto il tappeto.

I lanciatori di coriandoli e la sindrome di TIM
È patetico vedere chi prova a mostrare i muscoli in favore di telecamera, salvo poi rivelarsi un semplice lanciatore di coriandoli alla prova dei fatti. Abbiamo già visto questo film: minacce di non firmare per puri calcoli elettorali, per poi accodarsi al sistema e firmare tutto, lo scorporo della rete TIM docet. La coerenza, per certi soggetti, è un concetto ignoto.

Sindacato vero vs Sindacato 2.0
Mentre qualcuno si affanna a produrre video social che non diventano nemmeno virali, noi continuiamo a stare dove un sindacato deve stare: tra le persone. La tutela e la prevenzione si fanno con il confronto sui fatti, non con la delegittimazione dell’avversario o le “caccia alle streghe” mediatiche.
Se denunciare ciò che non funziona vi dà fastidio, fatevene una ragione: il problema non è chi parla, ma quello che voi vi ostinate a voler ignorare.
Fistel CISL non arretra. La verità e i diritti prima delle vostre recite.

Roma 22/01/2026

La Segreteria Nazionale Fistel Cisl